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mercoledì 3 novembre 2021

LA LINGUA DI CORI


Ruspante
, agg, ruspante, genuino, si dice dei polli allevati nei modi tradizionali. Intraprendente, riferito a persona (Mario è ruspante, nze fa métte sótto, Mario è persona Intraprendente non si fa vincere o convincere facilmente, è capace di riuscire in un intento).

Òta, sf, volta; vuota; turno, avvicendamento; vóta (fv), giramento. (Na òta, una volta; la vasca è òta, la vasca è vuota; è la òta te, è il tuo turno; isso òta, lui vóta, esprime il voto; m'è dato de òta jo capo, mi ha preso un giramento di testa). Nel dialetto contemporaneo nel significato di volta, giramento, si sente anche òlta. Vedere anche vòta.


Azzìglio, sm, pungiglione di insetto, euforia. E, inoltre,  fastidio, irrequietezza, smania, esaltazione, furore improvviso. Anche zzìglio. Il lemma vale sia per animali, specie bovini, sia per il comportamento delle persone (a Pietro c'è pigliato j'azzìglio, Pietro è stato colto da improvviso furore, da improvvisa rabbia).


Diasilla, loc, Dies Irae. Estensivamente morte, funerale. Il termine è femminile. Il termine viene dal canto "Dies irae, dies illa, giorno d'ira quel giorno" attribuito con molti dubbi a Tommaso sa Celano e cantato durante i funerali (a chìglio ci stao a ddi' la ddiasilla, a quello gli stanno facendo i funerali).


Mpalà, v, spalare, prendere con la pala, raccogliere con la pala; impalare; mettere la pasta del pane a forma di pagnotta in una pala di legno dal lungo manico e infornarla per poi accudirla e sfornarla appena cotta. Anche rempalà, reppalà. Può essere sinonimo di nfórnà. Per la pronuncia vedi mpacco.


Mpacco, sm, impacco. Applicazione diretta sulla pelle di un panno imbevuto nel liquido tiepido o freddo di sostanze medicamentose tratte da piante medicinali. Vedi mpiastro. Si evidenzia che il digramma mp ha una pronuncia assai vicina al digramma mb.


Mpiastro, sm e agg, impiastro, cataplasma, poltiglia di erbe, di pane, ecc. da mettere su una ferita o un foruncolo, ecc.. Si dice di persona che si comporta male o in modo non corretto, non ordinario; antipatico. Per la pronuncia vedi mpacco.

venerdì 10 aprile 2020

LA LINGUA DI CORI

Mucchiétto, sm, diminutivo di mucchio. Il termine indica un gioco d'azzardo con le carte. Il cartaro, detentore del gioco, dopo avere mischiato le carte taglia il mazzo in tanti mazzetti (mucchiétti) tenendo per se l'ultimo. I giocatori puntano una posta, da un minimo a un massimo concordati, su ciascun mazzetto escluso quello del cartaro. Alla fine questi rigira il suo mucchio e via via tutti gli altri. Il cartaro paga l'equivalente della posta a chi ha una carta superiore alla sua e paga a tutti gli altri. Se un giocatore ha un re diventa cartaro. Se ci sono più re diventa cartaro quello del mucchio scoperto per primo. Anche mazzétto.

Nérbatura, sf, muscolatura, nervatura, fermezza di carattere (nt'è la nerbatura giusta, non ha il carattere appropriato), struttura portante (so ffenita la nérbatura lla capanna, ho terminato la intelaiatura portante della capanna).

Requastà, v, disfare, smagliare una maglia e raccogliere la lana in un gomitolo, riguastare, guastare di nuovo i rapporti, (co lla lana della maglia sso requastata ci faccio do petalinucci, con la lana proveniente dalla maglia che ho disfatto ci farò due piccoli calzini; Pèppe e Lina sao requastati e sao lassati n'ara òta, Peppe e Lina hanno di nuovo guastati i rapporti tra loro e si sono lasciati un'altra volta). Anche reguastà.

Fémménélla, sf, asta di ferro con una finestrina all'estremità che si infila in una analoga finestra di un braccio di ferro che corrisponde ad analoga finestra di una delle due ante di cui è fatta la porta. Girando la chiave nella finestrina si inserisce una barra interna alle due ante che chiude la porta.

Appóntà, v, fare uno spuntino, fermare il senso di fame con un po' di cibo; fissare con l'ago o una spilla; appuntire; imbastire, immobilizzare qualcuno addosso a qualcosa (j'appónté a nn'arbiro de liva, lo immobilizzai addosso a un albero d'olivo); curvare, incurvare la schiena (appónta ca nu sardimo, tu curva la schiena che noi ti saltiamo); puntellare (appónta ssa porta, puntella codesta porta). In quest'ultimo significato è sinonimo di appóntéllà. Anche ppóntà.

Póstaréglio, sm, luogo tranquillo, posto di lavoro modesto (saccio no postaréglio ndo se sta bbè, conosco un posto tranquillo dove si sta bene, so ttrovato no postaréglio, ho trovato un lavoro anche se non molto retribuito); diminutivo di pósto.

Dal dizionario Corese-Italiano di Pietro Vitelli

Pubblicato sul numero 3 del 2020 del Il Corace