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martedì 2 novembre 2021

SESSUALITA' E AFFETTIVITA'

Gentili dottori,
sono una donna di 32 anni che si è sposata con un ragazzo conosciuto diverso tempo fa. La nostra è stata una storia stupenda, ma piena di difficoltà perché era ostacolata da tutti in quanto lui è straniero. Un anno fa è nato nostro figlio; lo abbiamo cercato noi, ma il mio compagno è cambiato, si è chiuso in se stesso e mi trattava sempre male per tutto, sempre. Quando poi è nato il bimbo, forse perché si è sentito trascurato, non parlavamo più e faceva di tutto per non stare con noi, gli dava fastidio persino il pianto del piccino. Pochi mesi dopo ho scoperto che mi tradiva e non mi spiego il motivo, visto che ci siamo scelti l'un l'altra contro il parere delle nostre famiglie. Lui si è giustificato dicendo che era impazzito e non sapeva che faceva. Io l'ho lasciato subito, però, vedendo come mio figlio soffriva, ho deciso di ritornarci insieme. Lui è ritornato quello di prima, ma io non sono più quella di una volta perché mi chiedo con che coraggio volesse abbandonarmi in un momento così delicato. Dentro me soffro molto ripensando a come mi trattava male senza motivo, però guardando il bambino mi faccio coraggio sorridendo. Ho bisogno di un po’ di conforto.
Grazie, Lucrezia


Gentile Lucrezia,
il vissuto legato ad un tradimento da parte del partner è un’esperienza molto dura, che può avere forti ripercussioni emotive e relazionali. La perdita della fiducia, la necessità di riconsiderare una relazione che fino ad un momento prima rappresentava una certezza per il proprio progetto di coppia, l'ambivalenza dovuta, da una parte, alla rabbia nei confronti del partner, dall'altra, ai sentimenti di amore ed affetto che comunque continuano a persistere, possono contribuire ad alimentare un turbine di emozioni e pensieri contrastanti. Inoltre, come lei stessa scrive, la presenza di un figlio, che manifesta il proprio disagio rispetto alla situazione che i genitori vivono, può alimentare l’ampio circolo di emozioni negative associate al tradimento. Talvolta, è possibile che i sentimenti di responsabilità e cura verso un figlio siano predominanti rispetto a quelli legati al proprio stato d’animo interno, alle proprie emozioni e sofferenze relativamente al tradimento subito, con conseguenti stati d’animo che potranno avere ripercussioni anche sul rapporto stesso con il bambino. La possibilità di raggiungere un buon livello di benessere, sia per lei che per suo figlio, all’interno della famiglia, si fonda su basi che includono diversi elementi quali il sentimento d’amore da un lato e il rispetto, la fiducia, la stima, dall’altro. In quest’ottica, quando uno di questi elementi viene meno o vacilla è importante capire quanto si è disposti, emotivamente e praticamente, a ristabilire un clima di confronto e fiducia con l’altro. Il comportamento che suo marito ha avuto in questo periodo, può essere il risultato di un momento di vita particolare, a livello personale e di coppia. Tuttavia, da quello che lei scrive, sembra che attualmente sia desideroso di riallacciare un rapporto con lei. In ragione di ciò, potrebbe essere importante per lei chiarire quali siano le sue necessità (personali e di coppia) all’interno di questa relazione, valutando attentamente gli elementi che possono dirigerla verso una scelta piuttosto che un’altra. La chiarezza su quelli che possono essere i suoi bisogni e i suoi limiti nell’accettare o meno ciò che è accaduto e un lavoro su di sé, ad esempio attraverso una consulenza psicologica, potrebbero aiutarla a trovare un equilibrio diverso, in modo tale da trovare la giusta strada, affrontando la scelta che realmente sente utile per sé e, di conseguenza, per suo figlio. Di contro, portare avanti una decisione solamente sulla base delle esigenze del bambino, potrebbe nel corso del tempo, produrre uno stato di insoddisfazione e frustrazione.

Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla.

Un cordiale saluto
Gaetano Gambino
Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)
Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it

martedì 5 ottobre 2021

SESSUALITA' E AFFETTIVITA': insicurezza e difficoltà nei rapporti

 Salve, 

sono una ragazza di 24 anni e vi scrivo per richiedere una consulenza per un disagio che non riesco ad affrontare. Diciamo che non ho un buon rapporto con il mio corpo e nemmeno con la sessualità in generale. Non ho avuto molte esperienze e il ragazzo con cui sono stata la prima volta era un mio compagno di classe; è successo in gita e non è stata un'esperienza piacevole per vari motivi: non ero a mio agio, ho provato parecchio dolore, e lui non era il ragazzo più adatto perché non ha avuto affatto rispetto per ciò che provavo. Siamo stati insieme per un po’ ma la situazione non è cambiata. Dopo qualche tempo ho incontrato un altro ragazzo, più grande di me. Lui era fidanzato da 5 anni e quando ci siamo conosciuto era "in crisi" con la sua ragazza. Ci siamo piaciuti e lui si è fatto avanti nonostante la situazione che stata vivendo. Io provavo molta ammirazione per lui e quindi ho accettato la cosa. Abbiamo iniziato a frequentarci. Col lui per la prima volta ho iniziato a provare sensazioni piacevoli e a "giocare" un po’ fino a quando non gli ho chiesto di fare l'amore e lui si è tirato indietro. Nonostante questo, abbiamo continuato ad uscire fino a quando (dopo qualche mese) non ha lasciato definitivamente la sua ragazza. A quel punto ha chiuso anche con me dicendo che era confuso! In una nuova storia, più recente, i rapporti sessuali sono andati bene anche se ho provato sempre disagio e non sono mai riuscita a raggiungere l'orgasmo. È durata poco anche questa relazione, qualche mese; ci siamo lasciati perché ci siamo resi conto che oltre l'infatuazione iniziale non c'era niente. È passato più di un anno da quest'ultima esperienza e io non ho più frequentato nessuno. Ora mi trovo nella situazione di essere insicura di tutto, non trovandomi a mio agio ogni qualvolta abbia di fronte una persona interessante. Non so da dove iniziare per risolvere questo problema.

Grazie



Gentile lettrice,

la sessualità è profondamente influenzata dal rapporto con il corpo e da aspetti che possono essere ricondotti alla qualità di una relazione, oltre che alla ricerca di esperienze intime che possano arricchire la persona e definire meglio la sua identità. Le sue prime esperienze, da quanto ci riferisce, sembrano essere connotate dalla presenza di rapporti sessuo-affettivi in contesti relazionali non ideali. Nel primo caso, il suo partner non avrebbe manifestato la giusta sensibilità nel cogliere le sue sensazioni e i suoi sentimenti; nel secondo caso, sembra aver vissuto un'esperienza relazionale improntata ad una certa precarietà, dovuta all'assenza di una chiara definizione del vostro rapporto. Entrando nello specifico della sua richiesta, riteniamo che sia importante indagare le motivazioni e le aspettative che hanno accompagnato le esperienze da lei descritte al fine di comprenderne se e come abbiano orientato il suo atteggiamento successivo, che potrebbe esprimere una difficoltà a rimettersi in gioco nella dimensione intima e relazionale. Dal punto di vista prettamente sessuologico, il dolore fisico durante i rapporti o l'assenza dell'orgasmo sono esperienze piuttosto comuni che traggono origine in genere, oltre che da fattori fisiologici, anche da aspetti psicologici, relazionali e ambientali, che si integrano e rafforzano vicendevolmente; pertanto la presenza o meno di un partner e di un contesto adeguati e stimolanti o un momento di vita particolarmente difficile e stressante, possono contribuire ad acuire le difficoltà di una donna a lasciarsi andare e a vivere intensamente il piacere dell'incontro intimo. Le tematiche fin qui descritte possono essere adeguatamente affrontate e gestite all'interno di un percorso integrato, che comprenda sia dei colloqui sessuologici che visite ginecologiche. Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla.

Un cordiale saluto

Gaetano Gambino

Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)

Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it

Pubblicato sul numero 7 del 2021 del "Il Corace"

lunedì 29 marzo 2021

SESSUALITA' E AFFETTIVITA'

Salve,

vi scrivo per parlarvi del mio problema. Da due anni sono fidanzato e soffro periodicamente di disfunzione erettile. Fin dagli inizi ho avuto questo problema, ho fatto tutti gli esami ma non ho nulla dal punto di vista medico. Ho provato a capire cosa non funzioni in questa relazione ma non c’è nulla che non vada. Lei sembra essere la persona giusta, ci troviamo molto bene insieme e amiamo parlare di una progettualità condivisa. Dal punto di vista fisico la trovo molto attraente e non è certo una persona giudicante o esigente. Non so davvero cosa possa influenzare i miei atteggiamenti nella sessualità.

Vi chiedo dunque delle soluzioni, grazie. Attendo risposta.

Massimo


Gentile Massimo,

la difficoltà di cui scrive nelle sue righe rappresenta una problematica piuttosto comune nel mondo maschile. Infatti, anche a fronte di un corretto funzionamento a livello organico, l’uomo può manifestare difficoltà nel raggiungimento o mantenimento dell’erezione dovuta a fattori di natura psicologica (individuali, familiari, relazionali, ecc.).

Più specificamente, un approccio alla sessualità molto orientato alla prestazione può determinare, ad esempio, delle ripercussioni negative sull'intimità. Spesso, infatti, i vissuti emotivi legati alla vita sessuo-affettiva generano uno stato d’ansia in cui l’attenzione viene spostata dal piacere alla performance (paura di fare “brutta figura”). Tale timore potrebbe inoltre essere incrementato dal ricordo di esperienze di difficoltà erettili sperimentate in precedenza, provocando così una sorta di circolo vizioso in cui l’attesa della perdita dell’erezione si traduce in una “profezia che si auto-avvera”. Alla luce di ciò, sarebbe opportuno comprendere meglio la qualità della sua esperienza emotiva (anche in relazione ad altre importanti aree della sua vita come, ad esempio, il lavoro, la famiglia, la sfera sociale, ecc.) e la sua associazione con il sintomo descritto. Sarebbe utile, inoltre, comprendere quando quest'ultimo è insorto le prime volte, se si è verificato soltanto con questa o anche con altre partner e/o nell'autoerotismo.

In considerazione di tutto questo, potrebbe essere importante per lei approfondire le tematiche legate alla situazione che sta vivendo all’interno di un ciclo di consulenze con un sessuologo, in modo tale da inquadrare la modalità migliore attraverso cui risolvere la difficoltà che sta sperimentando.

Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla.

Un cordiale saluto

Gaetano Gambino

Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)

Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it

sabato 31 ottobre 2020

SESSUALITA' E AFFETTIVITA'

Buongiorno, scrivo per avere un consiglio in merito alla situazione che sto attualmente vivendo. Frequento un uomo di 38 anni (io ne ho 35) da qualche mese, siamo entrambi sposati ma con situazioni matrimoniali infelici. Ci vediamo poco, perché viviamo lontani ed abbiamo impegni familiari e lavorativi ma ci sentiamo continuamente e ci vediamo appena possibile sul web. Quando ci vediamo passiamo splendide giornate insieme e stiamo benissimo, solo che c’è un aspetto nella sfera sessuale che mi lascia perplessa. Ogni volta che lui sta per raggiungere il piacere, si ferma e finisce da solo. La prima volta che gli ho chiesto perché mi ha risposto un po’ imbarazzato e ridendo che non ci si può lasciare andare così, e che “se fossimo stati sposati sarebbe stata un'altra cosa”. Lui riferisce di non avere rapporti con la moglie da diverso tempo, perché non ne è più attratto. È accaduto ancora e chiedendo ancora perché, mi ha detto che lui si sente più a suo agio così, che lo ha sempre fatto anche con la moglie in passato, e che non è naturale per lui fare diversamente. Mi chiedo se sia qualcosa su cui riflettere o a cui dare importanza. Gli ho chiesto se possiamo provare a fare diversamente, mi ha risposto forse, ma lo vedo molto restio a lasciarsi “andare”. Non so cosa pensare, e ammetto che la risposta che mi ha dato la prima volta continua a lasciarmi perplessa. Non credo di essere un’avventura per lui, la nostra storia richiede impegno e rischi che sarebbe sciocchi sostenere per una sola avventura; inoltre, progettiamo spesso il nostro futuro insieme. Vorrei qualche chiarimento in merito, se possibile, e sapere come possa approcciare questa situazione sinceramente un po’ strana. Grazie, Flaminia

Gentile Flaminia, la situazione che descrive in queste sue righe fa pensare ad una tendenza, da parte di quest'uomo, a non vivere "fino in fondo" (in senso simbolico) un aspetto relazionale importante, quale quello della condivisione sessuo-affettiva. Dal momento che la vita sessuale comprende aspetti sia fisici che emotivi, è plausibile pensare che nel momento in cui il piacere aumenta e raggiunge un picco massimo questi si senta impossibilitato nel condividere con la partner questo spazio condiviso. L'orgasmo infatti, sia nell'uomo che nella donna, sebbene sia associato a grande piacere, porta anche con sé l'idea del lasciarsi andare e di “perdere il controllo”. Per qualcuno, questa perdita di controllo può essere un'esperienza carica di ansia e angosce (più o meno consapevoli). Di conseguenza, se da un lato è possibile che andando avanti con la costruzione dell'intimità le cose possano gradualmente migliorare, è anche possibile dall'altro lato che lui abbia questa modalità da sempre e che quindi ci siano ragioni e cause più profonde alla base del comportamento stesso. Da quello che riporta, non sembra quindi che dipenda strettamente dalla sua persona ma dal significato che per lui assume lo stare in una relazione intima con qualcuno. Infine, andrebbero anche esplorate eventuali motivazioni (più o meno inconsce) che rimandano alla paura di una gravidanza indesiderata. Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla. Un cordiale saluto

Gaetano Gambino

Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)

 Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it

mercoledì 30 settembre 2020

SESSUALITÀ E AFFETTIVITÀ: Settembre 2020

Salve,

mi chiamo Luigia e sono una ragazza di 26 anni. Leggendo della possibilità di scrivere a questa rubrica, prima di pensare a una possibile terapia, ho pensato di chiarirmi un dubbio che da giorni mi perseguita. Sono sessualmente attiva da circa 4 anni, e non ho mai riscontrato alcun genere di "disagio" sessuale e/o emotivo con nessun partner/amante e in nessuna situazione. Di recente, però, ho avuto un problema con il mio partner attuale. Questo problema riguarda l'impossibilità di penetrazione e/o dolore, che rendeva difficile e a volte impossibile il rapporto. Il mio partner attuale è un partner “occasionale” (causa distanza), ma per cui ho un forte sentimento e intimità. Com'è possibile che si sia verificato un caso del genere solo con una persona e non con altre? La mia paura è che adesso possa soffrire di una forma di “disturbo da dolore genito-pelvico e della penetrazione”, di cui ho letto su Internet, che potrebbe bloccarmi anche in rapporti futuri e con altri partner, dal momento che da quando si è verificato questo episodio ho iniziato a soffrire di ansia. Attendo una vostra risposta, grazie mille e cordiali saluti.


Gentile Luigia, le informazioni che fornisce in questa sua mail denotano una certa consapevolezza di sé e di quanto le stia accadendo. Come lei ha giustamente osservato e sottolineato, la lontananza dal partner (con cui c'è un forte sentimento di intimità) può inficiare la vita sessuale. Occorre sempre ricordare, infatti, che la possibilità di avere una vita sessuo-affettiva appagante è legata a moltissimi aspetti di natura psicologica, emotiva e relazionale; pertanto, è possibile che il legame con questa persona la faccia sentire, a causa della lontananza, in una posizione di maggiore fragilità emotiva, un aspetto questo che potrebbe aver aumentato i livelli di ansia (una condizione però già forse latente in lei) che a loro volta potrebbero aver fatto scaturire una situazione di maggiore rigidità fisica e psicologica durante il rapporto sessuale, tale da produrre la condizione di impossibilità alla penetrazione che riscontra attualmente. In tal senso, potrebbe essere utile per lei approfondire questi aspetti psicologici all'interno di un percorso più strutturato di psicoterapia, in modo tale da capire meglio le radici più profonde alla base dell'ansia e della difficoltà stessa. Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla. Un cordiale saluto

Gaetano Gambino 
Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)

Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it.

Pubblicato sul numero 6 del 2020 del "Il Corace"


mercoledì 1 luglio 2020

SESSUALITÀ E AFFETTIVITÀ

Buongiorno,
chiamo Elio ed ho 42 anni, sono sposato da 8 anni con mia moglie di 35 anni ed abbiamo un bellissimo bimbo di 4 anni. Il problema: dopo alcuni anni di matrimonio stabili, progressivamente il rapporto coniugale è andato deteriorandosi. Ritrovo molto aderente alla mia realtà la tesi di chi parla di "idealizzazione del partner" con successiva scoperta che le cose non erano come uno le aveva immaginate. Sul piano sessuale, ad esempio, a fronte di un mio comportamento diciamo così maggiormente aperto (ho sempre desiderato e poi più avanti preteso rapporti sessuali costanti, una intimità maggiore, una valorizzazione delle doti fisiche di una moglie considerata da molti una bella e formosa donna), l'atteggiamento di mia moglie si è progressivamente stabilizzato verso una routine sessuale fatta di 3 circa rapporti al mese. Soprattutto a logorare il sottoscritto è stata la totale mancanza di iniziativa da parte del partner la quale agisce solo "dietro impulso" (cioè se la cercavo fisicamente, avevamo il rapporto sessuale, altrimenti - se rimanevo ad esempio sulle mie, non accadeva nulla). Col passare degli anni tale situazione è peggiorata. Ho iniziato a manifestarle il mio disagio ma più accennavo a possibili problemi di relazione (anche sessuale) più lei tendeva a non assecondarmi o peggio a criticarmi. Così - per capirci - se talvolta le chiedevo di indossare un abito sexy per una uscita col il sottoscritto oppure di mettersi in mostra dentro le mura domestiche, spesso storceva il muso. La situazione è andata progressivamente peggiorando. Nel 2009 ho avuto una relazione con una collega. Dopo alcuni mesi mia moglie ha dato incarico ad una agenzia investigativa di seguirmi (io lavoro a 130 km da casa e un paio di volte a settimana sono costretto a dormire fuori). Dopo un paio di anni di confusione derivante da tale episodio, le cose si sono stabilizzate. Insomma Lei ha detto di aver perdonato, io non ho mai creduto a ciò perché ho avvertito spesso atteggiamenti da attrice. Qualche discorso fatto su tale argomento (lei mi dice spesso: "sai, mia sorella sarebbe rimasta sposata ed avrebbe evitato la separazione ove solo lui avesse avuto verso la figlia lo stesso atteggiamento che hai tu per nostro figlio"). In sostanza, vengo considerato da lei e da tutti come un ottimo papà (e ritengo di esserlo, amorevole, dolce, sensibile verso il mio figlioletto). Ma - secondo me - proprio qui sta il problema: c'è nel sottoscritto la quasi certezza che mia moglie finga di avere un rapporto coniugale normale solo per "convenienza", per "facciata". Per facciata verso famigliari e conoscenti, verso me. Da sempre assorta in pensieri o distratta, alle mie domande "A cosa pensi, ti  vedo triste", ha sempre risposto che è tutto a posto. Nel frattempo, la mia situazione emotiva e sentimentale è pesante perché la "collega" non è mai sparita definitivamente e c'è sempre dietro l'angolo la speranza di una vita migliore con lei, di un rapporto sincero fatto d’amore vero e non artificiale. Mia moglie - credo - sarebbe capace di trascorrere l'intera vita così, io - forse - NO. Cosa posso fare? Mi aiutate per favore, prima che sia troppo tardi? Che tipo di serenità potrà avere mio figlio quando si accorgerà più avanti di vivere in una famiglia formale in cui regnano sentimenti virtuali tra coniugi? Spero in una vostra. risposta. Un cordiale saluto. Elio


Gentile Elio,
le informazioni che ci ha fornito nella sua mail delineano la presenza di un quadro relazionale complesso e articolato; da quello che scrive sembra che, al di là dei diversi problemi riscontrabili in una coppia di lunga durata, come lei stesso sottolinea, ci sia una profonda differenza tra lei e sua moglie nel modo di vivere e concepire il matrimonio e la relazione di coppia più in generale. Il processo di idealizzazione di cui lei parla, è un fenomeno assolutamente naturale in tutte le coppie ed è fondamentale affinché si instauri una relazione “disposta” a durare nel tempo. Tuttavia, in un secondo momento, all’idealizzazione subentra una fase di disillusione e accettazione dell’altro con tutte le sue caratteristiche (positive e negative). Questo processo, e la relazione di coppia che i due partner instaurano, è profondamente influenzato anche dalle relative dinamiche che pian piano prendono corpo. Sulla base di quello che scrive sembra che da un lato lei richieda una maggiore intimità e vicinanza con sua moglie, riconoscendosi anche nel ruolo di padre affettuoso e presente, ma dall’altro lato abbia dei dubbi sulla relazione stessa tenendo sempre a mente la possibilità di impegnarsi in una relazione più soddisfacente con un’altra donna (voglio davvero vivere così? Posso avere una vita diversa con l’altra donna?). In considerazione di ciò, è possibile che sua moglie, non dimostri un reale interesse al cambiamento anche avvertendo i segnali ambivalenti che provengono da lei, preferendo quindi mantenere lo status quo raggiunto nel corso degli anni. Alla luce di ciò, sarebbe forse utile per lei chiarire in prima battuta quali possano essere le sue reali esigenze e necessità, ma anche capire in quale direzione sia disposto o meno ad andare per raggiungere una vita di coppia soddisfacente e serena. In quest’ottica, potrebbe forse esserle d’aiuto un breve ciclo di consulenza psico-sessuologica all’interno del quale affrontare le tematiche finora descritte.
Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla. Un cordiale saluto

Gaetano Gambino
Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)
Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it.

Pubblicato sul numero 5 del 2020 del "Il Corace"





sabato 30 maggio 2020

SESSUALITÀ E AFFETTIVITÀ

Salve,
ho 20 anni e ho sempre sofferto di fimosi. Circa 8 mesi fa ho subito un intervento e mi sono fatto circoncidere.
Fino ad allora ho sempre avuto problemi durante i rapporti sessuali con la mia compagna. Raggiungevo l' orgasmo subito (e per subito intendo qualche secondo!).
Ho sempre pensato che dipendesse dal problema della fimosi. Invece dopo l'operazione è cambiato poco o niente. Purtroppo quando sono con la mia ragazza anche sforzandomi il più possibile è per me impossibile durare più di qualche secondo.
Sto con lei da molto tempo (3 anni) ed è veramente ora che affrontiamo il problema in maniera seria. Ho sentito che esistono anche dei farmaci che aiutano in questi casi, ma vorrei saperne di più e soprattutto vorrei sapere se c'è un modo per allenarsi "psicologicamente".
Saluti

Gentile lettore,
l'eiaculazione precoce è una difficoltà che si riscontra piuttosto frequentemente all'interno della popolazione maschile e che, come lei ha avuto modo di notare, affonda le sue radici in aspetti di natura psicologica ed emotiva. Le cause alla base di questa problematica possono essere molteplici ed hanno a che fare con aspetti più generali della persona (es., livelli di ansia elevati, attenzione alla prestazione, preoccupazione verso le relazionali, etc.). Nel suo caso, la presenza di una buona relazione di coppia e di una certa complicità nel voler affrontare la difficoltà, rappresentano certamente un fattore positivo verso la risoluzione del sintomo stesso, dal momento che la sessualità umana è un aspetto della vita di ogni individuo ricchissima di componenti relazionali.
In quest'ottica, un percorso psico-sessuologico di coppia potrebbe aiutarla a capire meglio le cause della difficoltà e a sviluppare modalità di affrontare la relazione sessuo-affettiva in maniera più soddisfacente. I farmaci a cui lei fa riferimento, al momento, non garantiscono una remissione del sintomo; inoltre, avendo tale difficoltà una natura psicologica se non vengono comprese a fondo le cause emotive che ne stanno alla base questa tenderà a ripresentarsi.
Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla.
Un cordiale saluto
Gaetano Gambino
Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)
Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it.

Pubblicato sul numero 4 del 2020 del "Il Corace"

venerdì 10 aprile 2020

RUBRICA SESSUALITÀ E AFFETTIVÀ

Gentile Dottore,
sono una donna di 30 anni, sposata da 6 con u n uomo serio, affidabile, ma estremamente razionale e "assennato"... e da quasi 1 anno ho una relazione sessualmente travolgente e passionale con un mio ex di tanti anni fa che è single e del quale sono innamorata.
Le scrivo proprio perché sto cercando di comprendere le dinamiche psicologiche del mio amante che stanno alla base di alcuni suoi comportamenti sessuali e soprattutto fantasie nei miei riguardi.
Premesso che abbiamo una straordinaria intesa sessuale, posso dire che il mio amante mi conosce meglio di qualsiasi altro e che con lui mi sento pienamente me stessa, dentro e fuori dal letto.
Questa grande intesa sessuale ci ha portato a confidarci anche sulle nostre reciproche fantasie sessuali e mi ha confessato che dall'inizio lui si è sempre eccitato all'idea che io facessi sesso con mio marito, dominandolo, e ricavandone piacere pensando al mio amante.
Io sono rimasta sconvolta inizialmente, perché lui sapeva benissimo che io raramente intrattenevo rapporti sessuali con mio marito e che non mi piacevano. E poi mi ha sorpreso che abbia questa visione di me così erotizzata.
Da quel momento mi ha spinto a provare questo gioco perverso, dove io dovevo fare sesso con mio marito e poi raccontargli tutto. Inizialmente sono stata al suo gioco (enfatizzavo parecchio i miei racconti) per vedere fino a che punto lui arrivasse. In effetti, lui si eccitava parecchio, ma poi la cosa è andata oltre, perché è arrivato al punto di chiedermi un video di un rapporto sessuale tra me e mio marito, per vedere che approccio avessi io nei suoi confronti...a quel punto mi sono ribellata e il mio rifiuto di assecondarlo è stato cocente per lui tanto che è stato un susseguirsi di tensioni che ci ha fatto chiudere la storia per qualche mese. Ma non riusciamo a stare lontani, e siamo tornati insieme con più passione di prima.
Adesso sembra aver messo da parte queste fantasie che riguardano me e mio marito, ma le ha sostituite con altre.
C'è da dire che lui ha avuto una giovinezza travagliata. Non so quanto direttamente possa influire la sua passata esperienza sul nostro rapporto, però è evidente che il suo modo di volermi è contorto. Io ho tentato di fargli capire che la nostra relazione può crescere e andare al di là della semplice condivisione passionale, ma lui mi ha manifestato più volte il suo timore di non potermi offrire quella profondità e quella stabilità che cerco nel nostro stare insieme.
Lei che ne pensa?
Grazie.
Loretta

Gentile Loretta,
da quello che scrive in queste sue righe emerge una certa consapevolezza della situazione che sta attraversando e delle dinamiche ad essa sottostanti.
Alla luce della storia che sta vivendo con quest’uomo, è verosimile pensare che accanto alla bella intesa sessuale che come amanti state sperimentando, siano presenti altri fattori che riguardano aspetti personali di quest’uomo e che prescindono da lei in quanto donna/amante.
Sembra, infatti, che, mentre lei in modo maturo parla di intesa/intimità sessuale, di possibilità di essere capita nei suoi desideri sessuali e di sperimentare alcune sue fantasie, quest’uomo introduce invece un piano diverso, in cui aspetti come il controllo ed una certa ossessività verso le sue esigenze sessuali hanno un ruolo predominante. Certamente è appagante e piacevole confrontarsi con un partner così interessato alle proprie esigenze e alla propria soddisfazione sessuale ma, come lei stessa scrive, questo aspetto sembra assumere caratteristiche piuttosto pressanti.
Alla luce di quanto detto, la domanda forse più importante da porsi sarebbe quella che la condurrebbe a capire meglio cosa lei desidera realmente per sé e per la sua vita e fino a quale limite sia disposta ad arrivare con un uomo che, come lui stesso dice, non può darle qualcosa di diverso da ciò che state vivendo.
Sperando di aver risposto in maniera esaustiva alla sua richiesta le ricordo che al numero 0645540806 è attivo il servizio di consulenza telefonica anonimo e gratuito, dove esperti psico-sessuologi potranno ascoltarla.
Un cordiale saluto

Scritto da Gaetano Gambino

Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (SISP)
Ogni mese diversi esperti risponderanno alle vostre domande su qualsiasi tematica legata alla sessualità e all’affettività, che potranno essere inviate all’indirizzo e-mail: corace@sisponline.it.

Pubblicato sul numero 3 del 2020 del Il Corace