domenica 2 luglio 2017

Elezioni Cori, trionfa Mauro De Lillis, crollo dell'affluenza

Mauro De Lillis è il nuovo sindaco di Cori. Alle elezioni dello scorso 11 Giugno si è imposto con un sonoro 79% contro lo sfidante Angelo Sorcecchi, che si è fermato al 21%. La lista Cori e Giulianello insieme si è aggiudicata così 11 seggi, mentre l' Altra Citta' si è fermata a 5 seggi. Questa la composizione del nuovo consiglio comunale. Per la maggioranza: Chiara Cochi, Ennio Afilani, Simonetta Imperia, Luca Zampi Elisa Massotti, Antonio Betti, Annamaria Tebaldi, Chiara D' Elia, Paolo Fantini, Sabrina Pistilli, Massimo Felici. Per l'opposizione Angelo Sorcecchi, poi Germana Silvi, Enrica Della Vecchia, Quintilio Carpineti, Francesco Ducci. Chiara Cochi, che aveva sfidato De Lillis alle primarie, è risultata la consigliera con più preferenze, 831 voti, e per un pugno di voti ha preceduto Ennio Afilani, che si è fermato a 827. A Cori, su 8.765 elettori attesi ai seggi, hanno votato 5.590 aventi diritto. L' affluenza è stata pari al 63,77%. Il calo dell' affluenza è drammatico. Nel 2012 andarono al voto il 78,35% degli elettori, in questa tornata elettorale il 15% circa ha preferito non esprimersi.

Articolo di Eleonora Spagnolo pubblicato nell' edizione n. 6 del mese di Giugno.

sabato 1 luglio 2017

AL VIA LA NUOVA AMMINISTRAZIONE GUIDATA DA MAURO DE LILLIS TRA CONFERME E NOVITÀ

Non  c'è stata partita nelle elezioni comunali svolte a Cori. Mauro De Lillis ha fatto il pieno (79,01% e 4217 voti),e Angelo Sorcecchi ha racimolato un modesto 20% (con 1120) che nella storia locale  rappresenta il punto più  basso mai raggiunto dalla minoranza,dall' opposizione. Merito del nuovo sindaco e della sua coalizione di centro-sinistra della lista "Cori e Giulianello  Insieme"? O colpa di una lista di destra-destra ( perché questo era il tratto caratteristico della c.d. civica denominata "L'altra Città"? .Tutte e due le cose: il centro-sinistra di De Lillis ha assunto un ruolo assolutamente  centrale negli schieramenti cittadini, molto includendo sia  a sinistra che al c'entro ,straripando anche nel tradizionale elettorato moderato,e presentandosi come una squadra affiatata , esperta, rappresentativa della classe saldamente al potere, che però ha fatto un reale sforzo di rinnovamento, che l' elettorato  ha apprezzato e favorito,premiando il ricambio e le novità (abbiamo così gli uscenti Chiara Cochi ed Ennio Afilani che fanno man bassa di preferenze,con la prima che si aggiudica il podio più alto, grazie anche alla bella figura delle Primarie; c'è  poi il risultato netto e forte di un volto già in politica da tempo ma nuova in Consiglio comunale come Simonetta Imperia, seguita da un rodato Luca Zampieri. Tra i nuovi spicca il bel risultato conseguito da Elisa Massotti-autentica novità- e anche Annamaria Tebaldi, Paolo Fantini e Chiara D' Elia escono bene,  insieme agli uscenti e rientranti Sabrina Pistilli e Antonio Betti, che di fatto ha apportato nella coalizione il consueto bacino elettorale proveniente dal mondo cattolico e dal centro, anche incrementandolo; mentre non ce l'hanno fatta Fausto Nuglio e Aristide Proietti a tornare in consiglio. Ottimo risultato del Partito Democratico, ma anche di Chiara Cochi e MAG, mentre sono fuori i piccoli partiti come P. Comunista e P. Socialista. Nell' altra lista risultati modesti, con l'eccezione di Germana Silvi che svetta con i suoi 269 voti. Anche qui comunque sono stati premiati i volti nuovi (Quintilio Carpineti, Enrica Della Vecchia e Bruno Musa). A destra si è circondati da macerie, inutile nasconderlo, e pare fatta fuori tutta l' area centrale, sia quella di Forza Italia, che quella del centro tradizionale, con molti elettori passati al centro- sinistra, e molti rifugiatisi nell' astensione, risultata in aumento seppur sotto la media nazionale. Nell' astensione anche l'area grillina dopo la défaillance della lista invalidata. Adesso si attendono i primi passi della neo amministrazione De Lillis, a cominciare con la formazione della giunta che, quando il giornale uscirà, sarà già stata pubblicamente indicata nella prima seduta del consiglio del 30 giugno: possiamo dire che ci saranno le conferme evidenti ( Cochi e Afilani, ma anche Zampi), e le novità evidenti (Imperia), e sembra che ancora -ad oggi lunedì 26 giugno- non sia stata sciolta la riserva dell' ultimo assessorato disponibile (in lizza- dai rumors più insistenti- la neo entrata Massotti, ma anche Betti e Fantini), che si intreccia con la figura che andrebbe a ricoprire la carica di Presidente del neo consiglio comunale (si parla insistentemente di Betti, ma anche di Pistilli), con un mix che pare ben assortito tra vecchi e nuovi, uomini e donne, coresi e giulianesi. Ovviamente saranno anche importanti le varie deleghe assegnate agli assessori e forse anche ad altri consiglieri: dalla loro qualità dipenderà molto dell'attuazione del programma del nuovo sindaco e della nuova amministrazione. Ed importante sarà anche riuscire ad avere un' opposizione di autentico confronto e stimolo, chiara e netta ma auspicabilmente non pregiudiziale.

Articolo di Antonio Belliazzi pubblicato nell' edizione n. 6 del mese di Giugno.

RAGIONANDO SU CORI, ASTENSIONI E VOTO NAZIONALE

Con il consiglio comunale di venerdi 30 giugno (seguito dal Corace in diretta streaming),  l’attività amministrativa a guida Mauro De Lillis è ufficialmente partita. Su questa scadenza elettorale abbiamo già detto tutto in varie occasioni. È bene riassumere in due parole: la vittoria del candidato della lista di centrosinistra “Cori e Giulianello  insieme” è stata schiacciante con il 79% dei voti. In senso inverso schiacciante la sconfitta della lista di destra “L’altra città” guidata da Angelo Sorcecchi. Se non si accetta questo punto di partenza come dato inconfutabile diventa complicato ogni discussione che voglia avere un minimo di credibilità. Se invece lo si accetta, allora il confronto politico si apre sul dato politico altrettanto inconfutabile e che sarebbe una grave iattura, soprattutto per la sinistra ma anche per l'opposizione sottovalutare. L' astensionismo a Cori, cittadina storicamente radicata nella politica e con antiche radici si sinistra é notevole. Il dato del 37% di astensione è molto alto, soprattutto se si aggiungono le schede bianche e nulle. E dire che:"è un problema nazionale quello dell'astensione", è certamente vero, ma non giustifica il fatto che non se ne debba tener conto nella realtà locale. Cosa ci sta in quel grande serbatoio del non voto e Delle bianche e nulle? Ci sta una buona parte di quelli che sarebbero stati voti ai "Cinque Stelle" , ci sta la disaffezione alla politica che risente anche del clima nazionale, ci sta un malessere per come negli ultimi anni il paese è stato amministrato: si è avvertito uno stato di abbandono e di incuria, diciamo pure di degrado. E ci sta chi, votare quella lista di centro sinistra, così palesemente targata PD, proprio non gli andava. Per quanto riguarda la destra, era una lista troppo identitaria perché potesse attirare l' elettorato moderato e di centro. Anche perché una parte dell'elettorato di centro da tempo è confluito nel PD Renziano, e poi da perché dal centro,quello testato fedele alla sua vocazione, si è ritenuto di non mobilitare uomini ed energie intorno ad un progetto che è apparso poco chiaro e fumoso nella forma e nella sostanza. Papale papale: la destra non ha presentato una proposta di governo. Una proposta cedibile e fattibile. Una campagna giocata tutta sulla critica alla precedente amministrazione.Con qualche invettiva di troppo e fuori luogo. Lacune che sono emerse anche nel faccia a faccia tra i due candidati in Piazza Sant'Oliva. Ora l' attenzione si sposta sull'attività degli Assessori, ma è soprattutto il Sindaco Mauro De Lillis che dovrà dare prova di autonomia amministrativa e di indipendenza verso il PD di Latina, e soprattutto verso i soliti noti capicorrente, che sicuramente punteranno a condizionare le scelte del primo cittadino. Lo sfondo di questo inizio di consolidatura non può prescindere dal contesto politico nazionale: De Lillis e gran parte del PD locale sono tutti renziani. Il clima di oggi non è lo stesso di quello della vittoria Delle primarie dove i sostenitori del segretario dem risultavano in piazza in compagnia del segretario provinciale Salvatore La Penna e del senatore Claudio Moscardelli. Anche domenica sera erano in prima fila nelle tribune a godersi il Carosello Storico sorridenti, ignari su quanto sarebbe accaduto poche ore dopo. Domenica sera il PD  a livello nazionale ha preso una batosta storica, con sconfitte in città importanti come Genova e simboliche come Sesto San Giovanni. Da sempre di sinistra. Roba che la Waterloo di Napoleone si può ascrivere ad una giornata andata un po' maluccio. Un caporetto per Renzi destinata ad agitare molto le acque del partito, ma soprattutto a spostare i rapporti di forza all'interno della geografia del Nazzareno. Impossibile che un disastro del genere non abbia ripercussioni anche nelle amministrative locali. Non nella gestione della cosa pubblica, ma dietro le quinte della scena politica. Già De Lillis non può contare sul sostegno dell'ex sindaco Tommaso Conti, che di fatto da tempo è in area Pisapia, ma se anche Orlando e Cuperlo (in piazza SS. Apostoli a Roma ad ascoltare Pisapia, Bersani e la Boldrini) faranno le loro scelte, è evidente che il PD di Cori ne risentirà. Gli orlandiani locali saranno chiamati ad adeguarsi, se il loro leader dovesse alzare l'asticella dello scontro. Ecco perché il giovane Primo Cittadino (38 anno compiuti lo stesso giorno della vittoria, auguri!) farà bene a "contare solo sulle proprie forze e a lottare con tenacia" come suggeriva il Grande Timoniere, il presidente Mao.
Articolo di Emilio Magliano pubblicato nell'edizione n. 6 del mese di Giugno.