martedì 7 marzo 2017

ELEZIONI COMUNALI ALLE PORTE I “RUMORS” SUI CANDIDATI O PRESUNTI TALI

In vista delle prossime elezioni comunali – previste per giugno – Il Corace ha indetto domenica 19 marzo un incontro-dibattito sul tema “ELEZIONI AMMNISTRATIVE: Quale futuro per Cori e Giulianello”; un’iniziativa aperta a tutti ed a tutte le forze politiche ed associative, di sostanziale servizio alla città in un momento importante e decisivo per il suo futuro, come sempre quando si è chiamati ogni cinque anni a rinnovare consiglio, amministrazione e sindaco.

L’incontro, introdotto da Renzo Dolci e moderato da Emilio Magliano, pur senza grandi numeri (ma chi li fa oggi sulle questioni che riguardano la politica?) ha destato interesse in concittadini di varia collocazione politica, tra i quali va segnalata la presenza del Sindaco Tommaso Conti, che è anche intervenuto, ricordando i punti principali svolti e le cose fondamentali da mettere in campo per il futuro, quali che siano i contendenti e gli esiti del voto.

Pur in una fase in cui le carte delle varie forze politiche sono piuttosto “coperte”, privilegiando al momento il lavoro sotto traccia, prima della campagna elettorale vera e propria, alcune presenze si sono notate e qualche dato interessante lo si è appreso nell’incontro.

Abbiamo avuto conferma, per esempio, della candidatura a Sindaco messa chiaramente in campo da Bruno Canale, consigliere comunale di lungo corso: a dire il vero la scelta allo stato è apparsa più personale che proveniente da un preciso schieramento, ma comunque Canale ha fatto capire che vuole essere della partita e che cercherà di riunire le forze di centro destra sulla sua persona.

Altre presenze da questo fronte purtroppo non ci sono state, ed anzi le notizie che abbiamo sono ancora abbastanza confuse: c’è chi parla di una riproposizione della candidatura dell’ex sindaco Tommaso Bianchi, poi smentita alla stampa (ma era proprio una vera smentita?), e sarà interessante vedere come il tutto si concilierà (se si concilierà) con la volontà di Bruno Canale di candidarsi a sindaco. Segnaliamo anche la presenza di Angelo Palliccia reduce dalla sua lista di destra del 2012.

Novità interessante appresa direttamente nell’incontro, è stata quella portata dal Movimento Cinque Stelle, per bocca del suo esponente Pierluigi Ciotti, che ha annunciato che il movimento parteciperà alle elezioni, ha già pronta una propria lista, ed è in attesa della certificazione da parte degli organi superiori (Grillo o giù di lì, come sapete), e questa è un po’ la notizia, la novità dell’incontro.

Nulla di ufficiale è pervenuto dal fronte del centro-sinistra, e all’incontro è stato anche presente il segretario comunale del PD Paolo Cioeta, che però non è intervenuto, mentre è intervenuto Giorgio Chiominto del direttivo: si sa comunque che gli incontri in casa PD e nella costituenda coalizione si susseguono, anche se le carte ufficiali sono ancora coperte anche qui, e che allo stato, tutto ruota intorno soprattutto a tre figure dell’amministrazione uscente, che sono Ennio Afilani, Mauro De Lillis e Chiara Cochi (i primi due del PD e la terza di fresca uscita dal partito a seguito della mini scissione nazionale, come pure peraltro ha dichiarato di uscire dal partito il Sindaco Conti, trovando affinità lui col movimento che fa capo a Giuliano Pisapia e non invece con gli scissionisti).

Qui la partita allo stato è data in via di risoluzione, dopo che si era innescato un gioco di rinunce a ripetizione che è sembrato coinvolgere tutti o quasi i protagonisti, ed ancora non è dato sapere se si svolgeranno o meno le Primarie per la scelta del Sindaco, e va detto – novità degli ultimi giorni - che le annunciate “defaiances” dei più accreditati sembrano rientrate, un po’ tutte, così che si parla con insistenza di un ritorno alla candidatura del vice-sindaco Ennio Afilani, da giocarsi sulla base di una ritrovata piena unità di intenti nella coalizione (magari con Chiara Cochi in ticket, cui sarebbe destinata la carica di vice-sindaco); Afilani sarebbe disponibile solo in questo quadro unitario, e comunque pare che anche Mauro De Lillis abbia dato una sua eventuale disponibilità.

Nel PD si sta spendendo molto per la buona riuscita del quadro unitario il segretario Cioeta, ma nella coalizione si segnala un grande impegno in questo senso proprio dell’attuale Sindaco Tommaso Conti, ed a proposito di quest’ultimo, pare che molti spingano per farlo rimanere in campo, nella prossima partita, un po’ come “padre nobile” dei nuovi assetti (che però dovrebbero – secondo molti - anche far largo ad elementi di novità e rinnovamento rispetto al più recente passato).

Quanto alla costituenda coalizione di centro-sinistra, la stessa secondo molti sarebbe in via di allargamento al centro, dove già da tempo il consigliere Antonio Betti si è avvicinato al PD di rito renziano, ed ha condiviso molte scelte dell’amministrazione Conti.

Di altre iniziative al momento nulla è dato sapere, e non pare che qualcuno stia lavorando a liste civiche, ma è presto per dirlo con sicurezza.
Questo al momento lo stato dell’arte, e Il Corace ha preso l’impegno di proseguire con altre iniziative nelle prossime settimane: da registrare in chiusura la proposta - provocazione di Renzo Dolci che ha detto che per risolvere i problemi del paese, soprattutto quelli finanziari, ci vorrebbe una lista di volenterosi provenienti da tutti i campi politici, superando le contrapposizioni solite, quasi commissariando la politica per il bene comune e sistemare le cose in comune, casse in primis.

Staremo a vedere, e soprattutto sarebbe interessante conoscere non soltanto i nomi di chi si vuole candidare o viene candidato per fare il Sindaco, ma anche qualcosa sui progetti ed i programmi per Cori e Giulianello, come ho anche evidenziato intervenendo all’incontro.

Scritto da Antonio Belliazzi - Pubblicato sul numero 3 del 2017 del "Il Corace"

domenica 5 marzo 2017

RESPONSABILITÀ MEDICA: LA NUOVA LEGGE

Il 28 febbraio 2017 il Parlamento italiano ha definitivamente approvato la legge che cambia la normativa in materia di responsabilità medica, destinata a divenire una delle legislazioni più rilevanti in campo sanitario.

Si tratta di una nuova regolamentazione, attesa da molto tempo, che disciplina la sicurezza delle cure e della persona del paziente e, in generale, la responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. La normativa contiene molte novità: sicuramente quella più rilevante è l’introduzione nel codice penale dell’art. 590 sexies, rubricato “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario”, il quale prevede che l’operatore sanitario non è più punibile se l’evento di “malasanità” si sia verificato a causa di imperizia e il professionista abbia rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida validate da società scientifiche accreditate e pubblicate online dall’Istituto Superiore di Sanità.

Dal punto di vista civilistico, invece, la responsabilità della struttura sanitaria, sia essa pubblica che privata, si conferma di natura contrattuale anche per quei danni provocati da condotte dolose o colpose ex artt. 1218 e 1228 del Codice civile. In tal caso spetta all’ospedale o alla struttura sanitaria dimostrare l’assenza di colpe ed al cittadino sarà garantita la possibilità di agire contro un soggetto economicamente più solido. Il termine di prescrizione per ottenere il risarcimento del danno di tale natura è di 10 anni.
Se, invece, la causa di malasanità è direttamente imputabile all’operatore, sia esso medico o infermiere, il danno è qualificato come extracontrattuale, con la conseguenza che incomberà sul paziente l’onere di dimostrare la colpa di chi lo ha curato; la prescrizione, in tale ipotesi, è di 5 anni.

Prima dell’instaurazione del giudizio di responsabilità, di natura contrattuale o meno, è obbligatorio esperire o un procedimento di mediazione volto al raggiungimento di una conciliazione o il procedimento ex art. 696 bis c.p.c, ossia di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite; entrambe le procedure costituiscono condizione di procedibilità, in mancanza delle quali non può essere intentata alcuna azione di responsabilità.
Nel giudizio successivo al mancato accordo, peraltro, dovranno essere presenti oltre al paziente danneggiato, l’operatore sanitario, la struttura sanitaria e l’impresa assicuratrice.

Altra importante novità, infatti, riguarda l’obbligatorietà della stipula di polizze assicurative, sia verso i pazienti che verso gli operatori, da parte delle strutture sanitarie. Il relativo contratto, peraltro, dovrà prevedere una copertura oltre che per il presente, anche per il passato (eventi accaduti nei dieci anni anteriori) e per il futuro, ossia dovrà coprire quegli eventi che potrebbero verificarsi fino a dieci anni dopo la cessazione della professione.

Inoltre, al pari di quanto accade nelle azioni di responsabilità civile in materia stradale, anche nel settore sanitario il danneggiato avrà la facoltà di agire direttamente nei confronti della compagnia di assicurazione, fermo restando il preventivo tentativo obbligatorio di conciliazione ed il massimale di polizza sottoscritto.

Ultima rilevante novità riguarda l’istituzione di un Fondo di garanzia, costituito presso il Ministero della Salute, per i danni derivanti da responsabilità sanitaria qualora il danneggiato non possa esser risarcito dalla Compagnia assicuratrice perché fallita, scomparsa o che comunque non è in grado di coprire il danno.
La struttura sanitaria, tra l’altro, avrà l’obbligo di fornire la documentazione clinica richiesta dai pazienti entro 7 giorni e dovrà pubblicare sul proprio sito internet i dati riguardanti i risarcimenti erogati per casi di malasanità negli ultimi 5 anni.

In ogni Regione, infine, verrà istituito un centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza delle cure del paziente. Il compito di questa struttura sarà di raccogliere i dati su rischi ed eventi negativi, oltre che sulle cause, l’entità, la frequenza ed i costi del contenzioso; le informazioni così raccolte saranno trasmesse al cd. Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza sanitaria, istituito a sua volta dal Ministero della Salute.

La riforma, così come articolata, si presta a divenire il giusto equilibrio tra la tutela dei professionisti del settore sanitario che operano correttamente ed il diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore medico, prevedendo a tal fine nuovi strumenti a garanzia di entrambe le posizioni.

Scritto da Manuela Rapino - Pubblicato sul numero 3 del 2017 nel "Il Corace"

venerdì 3 marzo 2017

Al M5S: RILEGGETEVI BERLINGUER E LA "QUESTIONE MORALE"

Questo mese vorremmo dedicarci a qualche riflessione sui Cinque Stelle. Tutti i sondaggi danno il Movimento di Grillo al primo posto, anche se con percentuali diverse. Un primo posto facilitato anche dalla scissione del PD e dalla conseguente perdita di consenso dei dem.

I pentastellati meritano una riflessione perché, ora che possono realmente aspirare a vincere le elezioni (poi si vedrà con quale legge elettorale), sono davanti ad un bivio: o continuare a crescere in consensi sulle disgrazie degli altri, barcamenandosi tra posizioni di destra, di sinistra o di centro, acchiappando voti “do coglio coglio”, oppure darsi un progetto e un programma per il Paese e per il Governo nazionale. Insomma, fare politica.

Allo stato attuale quello che si presenta ai nostri occhi, agli occhi della pubblica opinione, è un movimento eterogeneo, politicamente parlando “senza fissa dimora”, con alcune posizioni, per esempio immigrati ed euro, ai limiti della schizofrenia. Poi la vicenda di Genova, che ha sfatato la leggenda dell’uno vale uno (ma già altri episodi di amministrazioni locali avevano demolito questa felice narrazione), ha gettato ancora di più il Movimento nel caos: ognuno parla per sé e Grillo per tutti. Tuttavia il Movimento cresce, ma ripetiamo, è una crescita “drogata” dalle macerie degli altri, e Grillo è il primo a saperlo.

Quale dovrebbe essere l’essenza della riflessione del Movimento?

Potendo interloquire con i pentastellati diremmo loro di ragionare sul valore reale di quella che è stata ed è ancora la loro bandiera, che si riassume in una sola parola: onestà. Bellissimo termine, ma lasciando perdere anche le vicende romane che vedono la Raggi coinvolta, le liste di Palermo ed altri comuni dove pure ci sono problemi, questa virtù, “il piacere dell’onestà” direbbe Pirandello, è una condizione necessaria ma non sufficiente per fare Politica. Non basta essere onesti: bisogna essere capaci di amministrare Comuni, Regioni e forse Governo nazionale. E soprattutto avere una visione della politica alta, dove il tema dell’onestà si inserisce dentro una visione più generale dell’etica dello Stato, delle Istituzioni, dei suoi rappresentanti. Una visione che rimette al centro la Politica e non che la allontani dai cittadini.

Tutto questo, francamente, non lo vediamo nei Cinque Stelle ai quali vorremmo segnalare una rilettura, quella dell’intervista di Eugenio Scalfari all’allora Segretario del PCI Enrico Berlinguer sulla “Questione morale”. Intervista storica del 1983.

Rileggiamo la risposta del Segretario del PCI alla domanda su cosa intendesse per questione morale: “la questione morale non è la semplice denuncia dei casi di disonestà in politica, quella c’è sempre stata e per quanto deprecabile, ci sarà sempre”.
No- afferma Berlinguer -” la moralità della politica consiste nel fatto che le Istituzioni dovrebbero essere depositarie dell’interesse generale dello Stato, mentre i partiti sostengono ciascuno la propria visione del bene comune e su quella base chiedono il consenso dei cittadini. I partiti cioè debbono essere strumenti di comunicazione tra il popolo degli elettori e le Istituzioni, dunque tra la società, i ceti sociali e le categorie professionali che la compongono, i loro legittimi interessi dei quali reclamano la tutela, e le istituzioni che rappresentano lo Stato e la comunità nel suo insieme”. Testuale. Tutto chiaro: per il Segretario, che non parla mai di mani pulite, purezza, casta, etc..

L’immoralità consiste “nell’occupazione partitica delle Istituzioni”.

Berlinguer non criticava la politica, la esaltava; ne rivendicava il ruolo fondamentale in uno Stato democratico. Al punto da coglierne la sua eticità, il suo valore morale. Non ci può essere politica che assolva al suo mandato se viene meno la sua autonomia dalle Istituzioni. Altro che antipolitica: l’etica della politica in uno stato di Diritto!
Su questa vicenda una riflessione va fatta ed è tutta politica e culturale. E andrebbe ricordato anche Pietro Nenni: “chi è puro e combatte gli impuri alla fine troverà qualcuno più puro di lui che lo epura”. Saggezza del vecchio capo socialista! La storia si ripete, da Robespierre in poi. Lo stesso Di Pietro dovette a un certo punto dar conto di qualche presunta malefatta e si dovette difendere in tribunale.

Diamo questo suggerimento agli amici pentastellati, anche a quelli di nostra personale conoscenza, con rispetto perché riconosciamo, a differenza di altri, una mission che i Cinque Stelle in Italia si sono assunti e sono riusciti a realizzare: incanalare la protesta nei canali democratici e non violenti. Ripetiamo, se invece di questo populismo democratico, la pancia del malcontento si fosse orientata vero la Lega o movimenti eversivi, oggi avremmo nel nostro Paese una situazione estremamente preoccupante. Ed ha ragione Bersani a dire che i Cinque Stelle non vanno demonizzati: chi lo fa, e lo fa gran parte del PD renziano, pensa di riportare voti al proprio alveo: invece quei voti si riconquistano con politiche sociali e radicali.
Altrimenti, sconfitti i Cinque Stelle saranno le forze antisistema a trarne giovamento.



Scritto da Emilio Magliano - Pubblicato nel numero 3 del 2017 nel "Il Corace"