giovedì 1 marzo 2018

RIUNIONE PRESSO IL CONVENTO DEL SOCCORSO

Il 20 gennaio, come da programma, ci siamo riuniti presso l’Oratorio del Santuario del Soccorso per discutere intorno alla idea di promuovere una consultazione di cittadini, Amministratori e Associazioni per contribuire attivamente a migliorare le condizioni di vita e per valorizzare le risorse storiche, culturali e religiose del nostro territorio. Erano presenti Padre Luca, Padre Settimio, Il presidente e il vice presidente della PROLOCO di Norma Guglielmo Guarnacci e Tiziano De Angelis, il Presidente dell’Associazione Mons. CENTRA Remo Del Ferraro, gli amici  Marco Di Pietro e Pietro Guidi, il Sindaco di Rocca Massima Angelo Tomei e il sottoscritto anche in rappresentanza del Presidente della PROLOCO di Rocca Massima Lucia Del Ferraro impossibilitata per altro impegno. Sono mancate le presenze di alcuni sindaci e di alcuni rappresentanti  delle Associazioni culturali che  speriamo di avere dalla prossima riunione. 

Tutti i presenti si sono dichiarati convinti che:
a) nella valorizzazione del cospicuo patrimonio naturalistico, storico e culturale presente nei nostri Comuni  non ci si deve soltanto affidare a quanto potranno fare le Amministrazioni  pubbliche, che esortiamo comunque a collaborare più spesso e in sempre maggiore sinergia, ma che occorre partecipare con l’impegno del singolo cittadino e delle Associazioni cui essi fanno riferimento.
b) che occorre coinvolgere i giovani  e le scuole per sensibilizzarli a conoscere ad essere custodi e promotori delle risorse disponibili a Norma, Cori, Bassiano, Sermoneta e Rocca Massima
c) in vista del quinto centenario del Santuario del Soccorso (nel 2021) vorremmo che le nostre Comunità si sentano coinvolte nel valorizzare  al meglio anche le tradizioni religiose in cui si identificano le nostre popolazioni.
d) promuovere il contributo di artisti di diverse discipline perchè con loro opere mettano in luce le ricchezze storiche, archeologiche e culturali di cui menano vanto i nostri Paesi.

Tra queste ricchezze Norma Cori e Rocca Massima ma anche  Bassiano e Sermoneta hanno di che offrire alla loro naturale vocazione turistica affinchè il patrimonio sia sempre più fonte di ricchezza per le popolazioni sfruttando al meglio la collocazione del nostro Territorio al centro di un comprensorio con enormi potenzialità : la vicinanza con Roma, col mare e con siti di grande valore come per esempio i Giardini di Ninfa, le storiche Abbazie di Valvisciolo e Fossanova, le bellezze di Sermoneta, di Anagni e delle stesse Cori, Norma, Rocca Massima e Bassiano.
Come ha esortato Papa Francesco  rivolgendosi ai popoli della Amazzonia durante il suo viaggio in Cile e Perù,  anche noi vogliamo essere custodi   e promotori dei beni avuti in eredità  per consegnarli integri e arricchiti  alle future generazioni emulando i più nobili esempi rinvenibili in alcune tra le più virtuose Regioni d’Italia. Ognuno con la propria formazione culturale e indipendentemente dalla inclinazione politica di ciascuno vogliamo contribuire con idee, proposte e azioni concertabili con le nostre Amministrazioni secondo i principi di una creativa  sussidiarietà all’interno di una struttura dello Stato e dell’Europa più federale vale a dire in cui il  protagonismo dei popoli sia visto  dai Responsabili delle Istituzioni come forza attiva e non come fastidio.
Dunque anche questa volta possiamo dire che lo spirito è forte e auspichiamo che dalla prossima riunione potremo registrare altre e preziose presenze.  Ci siamo impegnati a incontrarci di nuovo SABATO 24 FEBBRAIO ALLE ORE 17.30 sempre all’Oratorio del Soccorso. Per ora vi salutiamo con un amichevole. ARRIVEDERCI.
PS : durante la prossima riunione vorremmo provvedere a formalizzare una sorta di segreteria operativa che funga da coordinatrice del Gruppo.
Padre Luca Volpe Augusto Cianfoni  Santuario del Soccorso 21.1.2018

Pubblicato sul numero 1 del 2018 nel Il Corace

SORGENTE ACQUA VIVA

Percorrendo la strada che da Cori conduce Norma, pochi chilometri prima del paese, sulla sinistra, c’è una via che in circa quattro chilometri conduce alla tranquilla località “Ospedaletto”. Un grazioso e nascosto angolo posto tra la Costa Lucini e la Costa delle Tombelle.

Il nome “Ospedaletto” deriva dal fatto che durante la seconda guerra mondiale vi era allestito un ospedale di fortuna per i numerosi sfollati. Questo luogo, molto panoramico e roccioso, dà accesso al sentiero che, in venti minuti circa, conduce all’amena e potabile sorgente Acqua Viva, incassata tra il Monte Palombara e la Costa delle Tombelle. Un percorso assai suggestivo visto che si attraversa per intero l’interno di una brulla vallata con la costante presenza della Pianura Pontina e quindi del mare, il tutto allietato dai campanelli degli ovini che spesso pascolano lì intorno. Poco prima di arrivare alla fonte il sentiero perde sempre più quota passando vicino a dei comodi massi posto sul proprio ciglio, che invitano inevitabilmente a fermarsi e sostare su di essi per ammirare il superbo panorama. All’improvviso lo scroscio rilassante dell’acqua si fa sentire (in alcuni periodi di pioggia abbondanti si ode addirittura già dall’Ospedaletto), piccoli fiumiciattoli compaiono lungo il fossato, ancora pochi passi e si arriva alla fonte. Un fontanile ben mimetizzato con la roccia circostante, in parte ricoperto da un verdissimo muschio sul quale si fanno strada a fatica le numerose goccioline d’acqua che cercano di raggiungere il terreno. Piccolissimi stagni in cui si rispecchia il cielo e dentro i quali trovano vita piante acquatiche, insetti ed anfibi. Un vero mondo a parte a poca distanza dalla civiltà, ma nascosto quanto basta per riuscire a ricaricare mente e corpo con la sua straordinaria quiete. Un piccolo angolo incantato, alla portata di tutti, con la sua freschissima acqua che disseta e con il suo straordinario fascino senza tempo che invece non disseta mai.

Scritto da Gianpaolo Manciocchi - Pubblicato sul numero 1 del 2018 nel Il Corace

LA MEGLIO GIOVENTU' CORESE

Lavorare stanca...un libro di Cesare Pavese ritrovato in libreria mi ha suggerito questo articolo... Il titolo evoca fatiche esiziali, schiene spezzate, usura del corpo e della mente. Altri tempi. Oggi il lavoro latita, appare un’ambizione chimerica per molti e soprattutto le nuove leve appaiono destinatari di inoccupazione e frustrazione sine die. Vennero i fannulloni. Poi i bamboccioni.
Per chi ha nozioni sociologiche alte il nostro è il tempo dei Neet, acronimo che indica i giovani non impiegati in un lavoro o in un corso di formazione e nemmeno studenti. Praticamente i “fancazzisti” (mi si permetta il francesismo) che ci mettono di fronte ad uno scenario che deprime e lascia poche speranze ad una generazione nata con un handicap pre-natale di nullafacenza.
Riflettevo su questo quando, ciondolando per Cori, mi imbatto in un negozio dove al di lá di un vetro opaco osservo un giovane tagliare capelli. Mi incuriosisco. Busso. Mi aprono e conosco Alessandro. “Vorrei scrivere di te” gli dico a bruciapelo e lui mi fa accomodare e mi racconta una storia che mi fa capire che in questo paesino i ragazzi non sono soltanto “parassitari”, finita la scuola si industriano, provano a bastare a sé stessi. Ossigeno puro per me. Alessandro da ragazzo sta con la madre ed il nonno nel negozio di famiglia, dove da tanti anni si “fanno i capelli” a tanti coresi. Dopo la scuola ecco la folgorazione. Dopo aver provato a prendersi cura della campagna nella quale lavora il padre,ecco che nonno Antonio lo invita a provare ad apprendere i rudimenti dell’arte del barbiere. Ore ed ore trascorse da Alessandro con il nonno. Piano piano l’amore e la passione lo prendono. Ecco cosa voglio fare da grande, afferma perentorio. Il solco della tradizione familiare continua. Il giovane corese va a Roma da un maestro che lo coccola e lo erudisce con determinazione. Vede in lui un talento. Verranno poi mesi di lavoro sul campo a Cisterna e finalmente gli viene riservato uno spazio nello storico negozio di famiglia. Ha le sue forbici. Si allena sulle teste di amici veri che fanno da cavia, i primi tempi. “Che sogno hai?” gli chiedo e lui “Andare nell’atelier di un grande acconciatore milanese a farmi fare i capelli”. Umiltà e voglia di fare.
Ecco un giovane corese da imitare. Uno sprone per i tanti ragazzi locali che hanno perso lo stimolo che li conduca con decisione all’autosufficienza. Alessandro è riuscito ad essere autonomo e questo conta tantissimo. Guardavo i suoi occhi illuminarsi nell’accogliere un amico cliente. Ama il suo lavoro e nel salutarlo mi dice che lavorare a Cori è un punto d’arrivo. Magari lo sfizio di andare a Milano se lo toglierà. Ma tornerà nel suo nido, tra la sua famiglia, dall’amato nonno, dai suoi adorati amici. Cori per lui è il centro del suo mondo professionale ed affettivo. Un “giovane favoloso” che fa ben sperare nel ricambio generazionale che solo se garantito può rendere il nostro paese vivo e ricco di speranza per il futuro. Alessandro andrebbe premiato dalla politica locale e portato nelle scuole di Cori a raccontare il suo percorso di crescita. Per i giovanissimi scolari sarebbe un esempio da emulare. Avrebbero di fronte la prova provata che se vuoi...puoi.
Scritto da Mario Trifari - Pubblicato sul numero 1 del 2018 nel Il Corace